Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della Figc con 343.084 voti (68.5%). “È veramente molto profondo ed emozionante il senso di responsabilità che provo. Da solo non posso fare niente con voi possiamo fare tutto, grazie a tutti”, ha dichiarato Malagò dopo la proclamazione. Come annunciato, ha sconfitto alle urne federali lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed ex presidente della Figc dal 2007 al 2014 che ha chiuso con 145.936 voti, cioè meno del 30% (29-17%). Nessuna rivoluzione, nessun nome nuovo: il calcio italiano ha scelto di ripartire da lui, l’ex presidente del Coni, appena uscito dall’esperienza delle Olimpiadi di Milano-Cortina. All’Hotel Astoria di Roma i delegati delle sei componenti federali hanno votato il nuovo n.1 della Federcalcio: le elezioni di oggi mettono definitivamente la parola fine agli 8 anni della gestione di Gabriele Gravina, terminata con le dimissioni dopo la terza mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali.

“Mi sono chiesto il motivo degli endorsement delle Leghe che mi hanno sostenuto, io ero titubante. Poi mi sono dato una risposta: per la mia storia, il mio curriculum“, aveva dichiarato Malagò poco prima dell’elezione, durante il suo intervento in assemblea. “Ho sentito dire che è stato chiamato un ‘Papa nero‘, uno straniero, ma io mi sento uno di voi. Sono fratello, padre, figlio di questa federazione. Se dovessi essere eletto, vi chiedo di mettere da parte i personalismi“, ha aggiunto Malagò. Al voto – dove c’è stata un’affermazione netta di Giovanni Malagò – ciascuna componente disponeva di un diverso peso elettorale, stabilito dallo statuto federale (Serie A 18%, Serie B 6%, Lega Pro 12%, Lega Nazionale Dilettanti 34%, Associazione Italiana Calciatori 20% e Associazione Italiana Allenatori 10%).