Con la pubblicazione della Strategia nazionale per la resilienza dei soggetti critici, si entra nel vivo dell’implementazione della Direttiva CER, un ulteriore tassello per assicurare la capacità dell’Europa di gestire i rischi sistemici che in questi ultimi anni sono particolarmente oggetto di attenzione. La Direttiva CER (Direttiva EU/2022/2557) è sorella della Direttiva NIS2, con la quale è strettamente coordinata. Anche a livello di recepimento in Italia, il D.Lgs. 134/2024 (Decreto CER) è stato emanato insieme al D.Lgs. 138/2024 (Decreto NIS).La Direttiva CER si occupa però di “misure specifiche volte a garantire che i servizi essenziali per il mantenimento di funzioni vitali della società o di attività economiche… siano forniti senza impedimenti nel mercato interno” e richiede agli Stati membri “di individuare i soggetti critici e di sostenerli nell’adempimento degli obblighi loro imposti”. A questo scopo si occupa fra l’altro di stabilire “per i soggetti critici obblighi volti a rafforzare la loro resilienza e la loro capacità di fornire servizi”, in particolare a fronte di incidenti che possano perturbare o perturbino in modo significativo “la fornitura di un servizio essenziale, inclusi i casi in cui si ripercuote negativamente sui sistemi nazionali che salvaguardano lo Stato di diritto”. Siamo quindi nell’ambito della continuità operativa, vista però nella sua accezione più moderna di “resilienza”, ovvero di “capacità di un soggetto critico di prevenire, attenuare, assorbire un incidente, di proteggersi da esso, di rispondervi, di resistervi, di adattarvisi e di ripristinare le proprie capacità operative”.Rispetto all’approccio più tradizionale, focalizzato sul ripristino, qui abbiamo il concetto fondamentale dell’adattamento, che si è visto molto bene in occasione del lockdown dovuto alla pandemia da COVID-19: le aziende non si sono limitate a ripristinare le proprie attività nello stato pre-covid; al contrario, si sono adattate, facendo sì che durante il lockdown, e in caso di un nuovo evento analogo, l’impatto sull’operatività sia minore. Adesso, ad esempio, la capacità di lavorare da remoto è enormemente aumentata, sia in termini di gestione da parte delle singole aziende che a livello sistemico.Indice degli argomenti