Dopo aver mostrato a Pechino le linee esterne della Concept #2, Smart ha scelto Roma per svelare il secondo capitolo del progetto che anticipa la futura #2, il modello destinato a raccogliere l'eredità della fortwo e a riportare il marchio nel segmento delle citycar ultracompatte. Una scelta non casuale: le strade strette, il traffico e la cronica difficoltà di parcheggio della Capitale rappresentano da sempre l'habitat naturale della piccola Smart, diventata negli anni uno dei simboli della mobilità urbana europea. Non è un caso che il costruttore abbia deciso di raccontare proprio qui l'evoluzione della sua due posti. A Roma la fortwo è diventata quasi un fenomeno di costume, contribuendo a ridefinire il concetto stesso di auto cittadina grazie alle dimensioni contenute e alla capacità di occupare spazi di sosta impensabili per qualsiasi altra vettura. Il legame con l'Italia resta particolarmente forte. Dal debutto del 1998 alla fine della produzione nel 2024, la fortwo ha venduto nel nostro Paese circa 650 mila unità, di cui oltre 200 mila nella sola Roma.

Numeri che spiegano il vuoto lasciato dall'uscita di scena di un modello capace di attraversare tre generazioni e trasformarsi da curiosità urbana a riferimento per la mobilità nei grandi centri. Nel corso dell'evento romano, Smart ha presentato per la prima volta il concept degli interni della futura #2 e nuovi dettagli della piattaforma Electric Compact Architecture (ECA), sviluppata interamente dalla casa per un modello elettrico a due posti lungo circa 2,70 metri. Una misura che riporta il marchio alle origini e alle proporzioni che hanno decretato il successo della fortwo. L'abitacolo punta sulla massima efficienza degli spazi con un'inedita panchetta continua che sostituisce i tradizionali sedili separati, una plancia sviluppata secondo un disegno a «S» e una configurazione aperta studiata per aumentare la sensazione di abitabilità nonostante le dimensioni estremamente compatte. L'obiettivo dichiarato è offrire il massimo spazio possibile per due persone e i relativi bagagli, seguendo il principio che ha guidato l'intero sviluppo del progetto: minimo ingombro esterno e massima fruibilità interna.