Sul braccio di ferro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump, il leader del partito ultraconservatore Otzma Yehudit ha invitato il premier a trattare il presidente statunitense “con cortesia”, salvo poi avvertire: “Dobbiamo dirgli che non possiamo accettare un cessate il fuoco in Libano”. La tregua con Hezbollah, intanto, non ferma i raid israeliani nel Sud del Paese.Tre giorni fa, su X, dopo l'annuncio della morte di quattro soldati israeliani nel sud del Libano, Ben Gvir aveva già scritto che “tutto il Libano deve bruciare” e che “per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, dicendo di aver ripetuto lo stesso messaggio a Netanyahu. Il post, segnalato dalla stessa piattaforma X come contrario alle sue regole ma lasciato online “nell'interesse pubblico”, ha provocato condanne internazionali: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi lo ha rilanciato taggando Trump e il vicepresidente Usa JD Vance, accusando Israele di volere “la guerra permanente” e presentando il messaggio come prova delle sue presunte intenzioni “genocide”. La titolare del Foreign Office britannico Yvette Cooper ha chiesto il rispetto del cessate il fuoco e la protezione dei civili. Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar non hanno commentato, l’ex premier Naftali Bennett, che alle elezioni di ottobre punta a soppiantare proprio l’attuale primo ministro, ha liquidato Ben Gvir come “un pagliaccio” che “non comanda l’Idf”.
L’ultima sparata di Ben Gvir nel cuore dei negoziati tra Usa e Iran: “Il Libano sia il campo da gioco di Israele”
Sul braccio di ferro tra Netanyahu e Trump, il leader del partito ultraconservatore Otzma Yehudit ha invitato il premier a trattare il presidente statunitense “








