Siena, 22 giugno 2026 – «Ho una paralisi facciale. Sono un attore, con questa paralisi non posso lavorare». Francesco Chiantese affida ai social il racconto della sua battaglia. Parole scritte di getto, con rabbia e lucidità insieme, che in pochi giorni hanno fatto il giro della rete trasformandosi in una denuncia pubblica contro un sistema sanitario che, davanti a un paziente obeso, sembra improvvisamente perdere l’orientamento.
Da due mesi non può lavorare
Da due mesi, come ha raccontato al Corriere Fiorentino, il 47enne senese, attore e “artigiano teatrale” come ama definirsi, non riesce più a salire sul palco. Una misteriosa emiparesi facciale — forse una paralisi di Bell — gli impedisce di recitare. «Di solito si risolve da sola — racconta — ma può volerci anche un anno. Per me sarebbe un problema enorme». Per questo la neurologa gli prescrive una risonanza magnetica: bisogna escludere cause più gravi, come una lesione al nervo o un tumore. Ma da quel momento, per Francesco, comincia una seconda assurda odissea.
«Sono obeso, ma ho anche le spalle larghe», scrive in un lungo post pubblicato il 17 giugno. Una frase dietro la quale si nasconde un problema enorme: trovare un macchinario capace di reggere il suo peso e soprattutto contenere le sue spalle. Francesco pesa 183 chili. Il Cup, però, non sa aiutarlo. Nessuno è in grado di indicargli dove esista una risonanza adatta ai pazienti come lui. E così comincia a telefonare personalmente a tutti i reparti di radiologia della provincia di Siena. «Non ai centralini — sottolinea — ma reparto per reparto».







