Il modello di sopravvivenza a lungo termine dell’inibitore orale preferenziale della PDE4B di Boehringer Ingelheim, nerandomilast, prevede che la terapia potrebbe prolungare la sopravvivenza fino a 5,4 anni negli adulti con fibrosi polmonare idiopatica (Ipf) e fino a 3,3 anni negli adulti con fibrosi polmonare progressiva (Ppf), rispetto all’assenza di terapia. Questi risultati si basano sui dati degli studi di fase III Fibroneer e sono stati recentemente presentati ai congressi internazionali Ats ed Eular 2026. “Prevediamo che nerandomilast offrirà un beneficio trasformativo in termini di sopravvivenza per i pazienti con Ipf o Ppf – ha affermato Toby Maher, Ph.D., professore di medicina clinica presso la Keck School of Medicine della Usc di Los Angeles – Nella pratica clinica riteniamo che il rallentamento del declino della Fvc sia un importante indicatore del miglioramento della sopravvivenza nelle persone con Ipf e Ppf.?I dati degli studi Fibroneer™, insieme al modello di sopravvivenza, ci stanno mostrando miglioramenti davvero significativi, suggerendo che nerandomilast possa avere un effetto sulla sopravvivenza che va oltre quello derivante dal rallentamento del declino della Fvc”. Nei pazienti con Ipf, si stima che la monoterapia con nerandomilast 18 mg potrebbe più che raddoppiare la sopravvivenza mediana fino a 9,1 anni, rispetto ai 3,7 anni in assenza di trattamento. Per i soggetti in trattamento con una terapia di base standard con nintedanib, si prevede che l’aggiunta di nerandomilast 18?mg aumenterà la sopravvivenza mediana da 4,6 anni a 6,0 anni. Nei pazienti con Ppf, si stima che nerandomilast 18?mg in monoterapia potrebbe prolungare la sopravvivenza mediana a 7,2 anni rispetto a 3,9 anni in assenza di terapia. In aggiunta a nintedanib di base, si prevede un prolungamento della sopravvivenza mediana da 3,4 anni a 4,4 anni. “La Ipf e la Ppf sono malattie devastanti e potenzialmente letali che riducono l’aspettativa di vita dei pazienti. Storicamente, i pesanti effetti indesiderati hanno costretto molte persone ad abbandonare la terapia, limitando il potenziale effetto duraturo del trattamento – ha dichiarato Lykke Hinsch Gylvin, chief Medical officer e head of Global medicine di Boehringer Ingelheim – Nerandomilast rappresenta un significativo passo avanti. Offrendo una terapia efficace e sicura che i pazienti riescono effettivamente a tollerare, supporta un trattamento duraturo e a lungo termine. Se i pazienti sono in grado di proseguire la terapia più a lungo, nerandomilast potrebbe tradurre il beneficio previsto in termini di sopravvivenza in ciò che conta davvero: più tempo prezioso da trascorrere con la famiglia e i propri cari”. Negli studi Fibroneer-Ipf e Fibroneer-Ild, nerandomilast ha soddisfatto l’endpoint primario, dimostrando un rallentamento del declino della funzione polmonare rispetto al placebo, in base alla variazione assoluta della capacità vitale forzata (Fvc) dal basale alla settimana 52 rispettivamente nella IPF e nella Ppf. Sebbene il principale endpoint secondario non sia stato soddisfatto in nessuno degli studi Fibroneer, in un’analisi aggregata di questi studi è stata osservata una riduzione nominalmente significativa del 59% del rischio di decesso nei partecipanti trattati con nerandomilast 18?mg in monoterapia rispetto al placebo. I benefici in termini di sopravvivenza sono stati stimati utilizzando un modello statistico basato sui dati degli studi Fibroneer-Ipf e Fibroneer-Ild. I ricercatori hanno utilizzato un metodo standard (modello di distribuzione di Weibull) per stimare gli esiti di sopravvivenza a lungo termine in un periodo di 30 anni, ipotizzando effetti del trattamento coerenti e tassi di interruzione simili a quelli riscontrati durante i rispettivi studi. È importante notare che questi dati rappresentano proiezioni modellistiche, non esiti dei pazienti osservati negli studi clinici. I dati dell’estensione in aperto degli studi Fibroneer, Fibroneer-On, e le evidenze del mondo reale forniranno ulteriori prove dell’effetto a lungo termine di nerandomilast.
Con nerandomilast un beneficio in termini di sopravvivenza nella Ipf e nella Ppf | MilanoFinanza News
Presentazione di nuovi dati ai congressi internazionali dell’American thoracic society (Ats) del 2026 e dell’European alliance of associations for rheumatology (Eular) del 2026










