C'è un mestiere antico nell'industria del pneumatico: quello del compounder, o tecnologo delle mescole. Da oltre un secolo è la figura che, partendo dalle specifiche richieste - magari da un costruttore per una supercar così spinta da meritare gomme iper-personalizzate - combina i materiali per calibrare aderenza su asciutto e bagnato, rumorosità, resistenza al logoramento e altre caratteristiche.

Oggi quel mestiere, un tempo portato avanti con lunghe prove di laboratorio, sta cambiando con l’utilizzo del Virtual Compounder, sistema proprietario basato sull’intelligenza artificiale sviluppato per rivoluzionare la progettazione delle mescole.

Il ruolo del compounder si è trasformato: non più un esperto che procede per tentativi, ma un regista attento che definisce gli obiettivi di performance e valida le proposte del sistema. Il laboratorio non è più il luogo dove si crea la “ricetta”, ma quello dove ciò che per l’AI è già ottimizzato viene messo alla prova.

Il Virtual Compounder esplora molte più soluzioni e simula il risultato prima dell’impiego dei materiali fisici, selezionando solo le miscele più promettenti. Il tutto con una riduzione dei prototipi del 20% e dei tempi di sviluppo del 30%.