Costretti a riposare in container in lamiera, a tu per tu con i rifiuti, dentro a spazi striminziti e con scarsa areazione. Va così da un mesetto circa per gli autisti soccorritori dell'ospedale Moscati di Taranto. Da quando, cioè, la direzione medica del presidio ospedaliero centrale “Santissima Annunziata” ha deciso di concentrare lì, dal 1° giugno scorso, tutti i turni notturni del personale autista.

"Siamo costretti a fare i turni dentro container che dovevano essere temporanei, installati durante l'emergenza Covid in un'area dove si accumula materiale di ogni genere e rifiuti, proprio accanto alla camera mortuaria del Santissima Annunziata", racconta uno degli autisti coinvolti. "Non ci è mai stato spiegato bene il motivo: prima avevamo una postazione ben definita, ora ci sentiamo parcheggiati in un angolo anonimo". Il disagio, spiega, nasce dalla decisione dell'azienda di concentrare lì i turni notturni. Misura presentata come provvisoria, che però tale è rimasta nel tempo e che va consolidandosi sempre più.

"Aspettiamo le chiamate dentro container improvvisati, pieni di scatoloni e scrivanie in mezzo: lo spazio è pochissimo, e ci troviamo lì dentro in due, tre, a volte anche quattro persone per turno". C'è l'aria condizionata, "ma funziona a singhiozzo e niente zanzariere", aggiunge l'autista, parlando di "soluzione raffazzonata, fatta alla bell'e meglio". Tant'è che alcuni colleghi, non sopportando la sistemazione, preferiscono riposare direttamente nell'abitacolo del mezzo di soccorso: "Si arriva al cambio turno, al mattino, completamente stremati. Ne va della qualità, più che del riposo, del nostro - delicato - lavoro".