Chissà quanti e quali altri segreti si nascondono sul fondale del Lago Maggiore. La sua posizione, divisa tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, ne ha fatto nel corso dei secoli crocevia di Stati e comunità. Una geografia propizia per lo svolgersi di storie avventurose, divertenti, surreali. Quella che riguarda una Bugatti Tipo 22 del 1925 è al contempo tra le più incredibili, eppure tra le meno note.1 di 6Avvia slideshowFullscreenZoom© Foto da web © Foto da web Questione di carteCome spesso accade in questi casi, serve ricostruirne la storia per superarne il mito. La leggenda popolare vuole che il pilota René Dreyfus l'abbia persa a poker a Parigi nel 1934 a favore dello svizzero Adalbert Bodé. In realtà, i registri ufficiali spiegano che la vettura è stata regolarmente acquistata dall'architetto svizzero Marco Schmuklerski, che si stabilì ad Ascona, sulle sponde del Lago Maggiore. Nel 1937, scappa e abbandona l'auto - su cui non ha mai pagato le tasse d'importazione - nel cortile di casa sua.AffondataLa Legge svizzera prevederebbe la distruzione del veicolo. Tuttavia, per evitare i cosi di demolizione, le Autorità preferiscono sbarazzarsene affondandola. La sportiva francese resterà a 53 metri di profondità per oltre 70 anni: fino al 2009. Nel corso dei decenni, diventa un'attrazione per i sub locali, mentre il tempo e l'acqua consumano la carrozzeria. Il relitto, dopo essere stato recuperato, è messo all'asta e acquistato da Peter Mullin per 260.513 euro. Non sarà mai restaurata.
Una Bugatti è rimasta per 70 anni sul fondo del Lago Maggiore
Questa storia che ha dell'incredibile ha avuto inizio nel 1937 ed un epilogo nel 2009








