La legge sul fine vita è stata approvata in Sardegna quasi un anno fa, il 18 settembre 2025, ma non viene applicata. Le Asl, infatti, non hanno istituito le Commissioni multidisciplinari permanenti, gli organi chiamati a valutare le richiesta.

Lo denuncia l’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale, parlando di un «muro di silenzi e omissioni istituzionali» che di fatto rendono inapplicabile la normativa sul suicidio assistito, che è stata tralaltro impugnata dal Governo.

La Sardegna è stata la seconda Regione, dopo la Toscana, a dotarsi di una legge sul fine vita. All’articolo 3, la legge stabilisce che, entro 15 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, le Asl avrebbero dovuto istituire le Commissioni, composte da un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista e un infermiere.

Ad oggi, quando sono trascorsi 262 giorni dal termine ultimo per istituire le Commissioni, solo le Asl di Nuoro e del Medio Campidano sono state istituite. Peraltro con grande ritardo rispetto al termine ultimo fissato allo scorso 3 ottobre: quella di Nuoro 201 giorni dopo la scadenza dei termini di legge, quella del Medio Campidano 146. Le aziende sanitarie di Cagliari, Sassari, Gallura, Ogliastra, Oristano e Sulcis risultano ancora inadempienti, spiega Laura Di Napoli, una delle coordinatrici dell’associazione.