Erano a Formia, in provincia di Latina, a casa di una zia materna, in un complesso di case popolari nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline. L'appartamento non è distante da quello della madre, Valentina D'Acunto, che da giorni si era rinchiusa nel silenzio e che aveva confidato al suo legale, Enrico Mastantuono, di temere il peggio: «Valentina pensa che le ragazze non ci siano più, che siano morte». Invece Alisya e Sarah stanno bene. Le sorelle, di 16 e 12 anni, erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena da 15 giorni. A rintracciarle, i carabinieri del Comando provinciale dell'Aquila con il supporto del Ros e dei militari del comando provinciale di Latina, coordinati dal Procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, presente sul posto, che sul caso indaga per sottrazione di minori. In serata la madre di Alisya e Sarah è stata sentita in caserma: gli investigatori sospettano che possa essere coinvolta.

A disporre le perquisizioni in tutto il sud del Lazio, all'inizio della settimana, era stato il procuratore di Cassino, Carlo Fucci. Dal momento della scomparsa, avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno, si erano susseguiti sopralluoghi, verifiche sui sistemi di videosorveglianza, audizioni di persone informate sui fatti e ricerche concentrate soprattutto nell'area del lago di Barrea e nei territori dell'Alto Sangro. Le due sorelle sono state adesso portate in una località protetta. Verranno affidate al sindaco di Formia, che troverà una collocazione idonea. Alla notizia del ritrovamento il padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, ha accusato un malore ed è stato portato in ospedale. «È finito un incubo che durava da troppi giorni», ha detto.L'inchiesta Le indagini, intanto, proseguono. «I veri problemi iniziano adesso», ha commentato il procuratore di Sulmona ieri sera con i giornalisti. Il prossimo passo degli investigatori sarà ascoltare le piccole, con le tutele riservate ai minori, e poi potrebbero scattare le prime iscrizioni nel registro degli indagati, visto che la Procura intende verificare eventuali responsabilità penali. Sarà fondamentale ricostruire il percorso delle piccole, capire se qualcuno le abbia aiutate a fuggire, oppure se abbiano raggiunto casa della zia da sole. Da chiarire anche se la madre fosse al corrente delle loro intenzioni. Ieri il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, loro tutore, aveva fatto un appello: «Per favore, se avete agito per proteggerle questo è il momento per proteggerle davvero. Portatele in un luogo sicuro: accompagnatele in una chiesa, in un ospedale o in un centro commerciale, affidatele a qualcuno senza farvi identificare. Non ci interessa punirvi se avete agito per rabbia o per disperazione». Poche ore dopo Alisya e Sarah sono state ritrovate, come anticipato sui social dal Tg1. «La complessità della situazione sarà sicuramente tenuta in considerazione, però è essenziale che riportiate subito le ragazze in un luogo sicuro - aveva aggiunto il primo cittadino - Vi prego, non abbiate paura. Ogni ora che passa aumentano i rischi per gli adulti, per le ragazze e anche la sofferenza di tutti quanti noi. A Sarah e Alisya dico: fidatevi e sarete ascoltate, i vostri desideri e la vostra felicità saranno messi al centro di ogni futura decisione».Gli inquirenti hanno da subito ipotizzato che le piccole potessero essere con qualcuno, probabilmente della famiglia. Youssef, il fidanzato egiziano diciottenne di Alisya, ascoltato sabato per sei ore dal procuratore di Sulmona, affiancato dal sostituto Edoardo Mariotti e dal comandante della Compagnia dei carabinieri, Giuseppe Testa, aveva detto di essere convinto che le ragazze fossero state prelevate da alcuni familiari e condotte in una località «segreta» che lui aveva detto di non conoscere. Aveva però anche detto che temeva che qualcuno, «che non sta bene di testa», potesse aver fatto loro del male.L'audio La Procura di Sulmona intanto ha acquisito anche il fascicolo civile relativo all'allontanamento delle minori dai genitori. C'è un audio destinato a diventare materiale probatorio: «Una registrazione di sei secondi - spiega Enrico Mastantuono, legale della mamma di Sarah e Alysia - in cui un'operatrice, infastidita da Sarah che voleva restare al telefono con la madre, dice: "Hai rotto, riattacca". Non posso dire di quale casa famiglia si tratta, ma l'audio della registrazione tra poche ore sarà pronto per diventare materiale probatorio».