MAGIONE A pochi giorni dalla cerimonia commemorativa del 27 giugno, l’antico Molo di Sant’Arcangelo, in località La Frusta, è...MAGIONE A pochi giorni dalla cerimonia commemorativa del 27 giugno, l’antico Molo di Sant’Arcangelo, in località La Frusta, è stato bersaglio di atti vandalici su cui indagano carabinieri e digos. Sulle mura della struttura sono comparse scritte in lingua tedesca e un murale raffigurante i colori dell’Hansa Rostock, squadra calcistica della Germania est nota alle cronache per le azioni controverse delle frange più estreme del proprio tifo organizzato. L’imbrattamento fa seguito al furto dei pali in legno che sostenevano i cipressi del “Giardino dei Giusti“, inaugurato lo scorso anno lungo la scesa Don Ottavio Posta. A presentare formale denuncia per l’asportazione dei supporti è stato Gianfranco Cialini, presidente del Lions Club Corciano Ascanio della Corgna, sodalizio promotore del progetto, che ha evidenziato come la gravità del gesto risieda nello sfregio a un luogo simbolo del territorio, peraltro oggetto di una recente riqualificazione. L’area colpita rappresenta infatti un sito storico di primaria importanza per il Trasimeno: è il punto in cui, nelle notti tra il 19 e il 21 giugno 1944, furono portati in salvo gli ebrei e i prigionieri politici fuggiti da Isola Maggiore. L’operazione di salvataggio venne organizzata dal parroco Don Ottavio Posta, insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni, e dall’agente di polizia Giuseppe Baratta, grazie al supporto decisivo dei pescatori locali che traghettarono i fuggitivi per consegnarli alle truppe alleate del reggimento 1 Battalion Royal Irish Fusiliers, da poco sulle sponde del lago. L’attenzione degli inquirenti è ora concentrata sul chiarire l’esatta matrice di questi episodi, verificatisi in concomitanza spaziale e temporale con i luoghi e i giorni in cui la comunità rinnova la memoria dello storico salvataggio. In vista della solenne cerimonia sarebbe importante valutare tempi e modi per ripristinare il decoro dell’area. Resta dunque agli inquirenti il compito di chiarire se si tratti della firma sconsiderata di qualche giovane, vergata per puro caso in un punto così altamente simbolico per marcare il proprio passaggio, oppure di una deliberata e inquietante provocazione dalle ben più gravi implicazioni ideologiche.