TREVISO - Una massa sviluppatasi nell'area del cervello senza dare alcun sintomo. Zero assoluto. Fino a mercoledì, quando è arrivata a causare una improvvisa emorragia cerebrale. È questo il quadro che ha portato Enrico Renosto, 47 anni, ex consigliere comunale ed ex poliziotto di Santa Bona, nell'unità di terapia intensiva dell'ospedale di Treviso. I medici stanno facendo tutti gli esami del caso per chiarire la natura di questa massa. Non si esclude che possa essere collegata al melanoma che il 47enne aveva già dovuto affrontare qualche anno fa. Ma per avere certezze bisogna attendere l'esito degli ultimi accertamenti.

La sorella «Purtroppo questo tessuto anomalo che si è sviluppato in testa non aveva mai dato nessun sintomo. Niente di niente che magari potesse allertarlo - spiega Rosita, sorella di Enrico - siamo stati al mare assieme alcuni giorni, fino al 6 giugno. Ed Enrico era solare, ironico e sereno come sempre. Quello che è successo è stato un fulmine a ciel sereno».Fortunatamente, però, ci sono dei segnali positivi. In queste ore si sta provando a farlo uscire dalla sedazione. Il risveglio sarà un passaggio fondamentale per poter valutare compiutamente le condizioni di salute dell'ex consigliere comunale del Pdl e di Forza Italia.»«In questo momento Enrico è stabile, ma in acque ancora molto agitate - dice la sorella - l'equipe medica guidata dal dottor Paolo Zanatta, fantastica, sta procedendo con molta cautela».I messaggi Nel frattempo l'intera città si è stretta a Enrico e a tutta la sua famiglia. A cominciare dal sindaco Mario Conte. «In queste ore il pensiero della nostra comunità è rivolto a Enrico Renosto, che sta affrontando una prova durissima - spiega - a Enrico desidero far giungere, a nome mio personale e della Città di Treviso, un forte abbraccio e l'augurio più sincero di poter superare questo momento delicato. Un pensiero particolare va alla sorella Rosita e a tutta la sua famiglia, che stanno vivendo ore di grande apprensione e sofferenza».I messaggi di vicinanza in questi giorni si sono letteralmente moltiplicati. «Riceviamo telefonate e messaggi da tantissime persone - conclude Rosita - Enrico è una persona buona, generosa e disponibile con tutti. E tanti gli vogliono bene».