"Non ho assunto Eritropoietina e non so come sia finita nella provetta. Ma non mi importa, non lo voglio sapere altrimenti mi rovino. Sono innocente e tutto il resto non mi interessa. Non mi difenderò, a 41 anni non ne ho più la forza". È un Alex Schwazer visibilmente provato, ma fermo nelle sue posizioni, quello che si è presentato davanti ai giornalisti nella conferenza stampa convocata a Bolzano.

È ancora tempesta doping per il marciatore di Vipiteno, oro olimpico a Pechino ma poi precipitato in un vortice di squalifiche. Schwazer è al terzo caso di positivita', dai 3 anni e 6 mesi di squalifica per l'Epo nel 2012 agli otto anni per testosterone nel 2016. Stavolta è la Germania a parlare ancora di Epo, in una gara nei campionati tedeschi, e come per la positivita' di 10 anni fa Schwazer professa la sua innocenza. Senza pero' preannunciare la stessa, lunga battaglia legale, anche se il suo team di avvocato parla di una situazione 'inspiegabile e senza senso'.

La Nada, l'Agenzia nazionale antidoping tedesca, ha fatto sapere di aver avviato un procedimento formale nei confronti dell'altoatesino, disponendone l'immediata sospensione in via cautelare. Secondo quanto comunicato dall'organismo tedesco, Schwazer sarebbe risultato positivo all'Epo (Eritropoietina) durante un controllo effettuato in occasione dei campionati tedeschi di marcia su strada. Le tracce della sostanza vietata sarebbero state rinvenute "sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue".