LAVIS. Nella tragedia che è costata la vita ad Adele Cobelli c'è anche il dramma umano del giovane automobilista coinvolto nell'incidente. Il diciottenne che era alla guida della vettura è apparso sotto choc dopo l'impatto e ha vissuto ore particolarmente difficili mentre gli investigatori avviavano gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

Secondo le prime informazioni, il ragazzo aveva conseguito la patente da poco tempo. Al momento dell'incidente si trovava al volante della Volkswagen Polo di famiglia e viaggiava insieme alla madre e al fratello. I tre stavano percorrendo la strada che da Lavis sale verso Pressano e i masi della zona, per poi proseguire verso la Piana Rotaliana, dove risiedono.

La dinamica è ora al vaglio degli inquirenti. Non è ancora chiaro che cosa abbia provocato l'investimento della giovane ciclista. Tra le ipotesi al centro delle verifiche vi sono una possibile distrazione o un errore di valutazione nell'affrontare il tratto di strada dove si è verificata la tragedia. Saranno gli accertamenti tecnici e le indagini coordinate dalla Procura di Trento a chiarire con precisione ogni aspetto dell'accaduto.

Nelle ore successive all'incidente il diciottenne è stato assistito dagli agenti della polizia locale Avisio, che hanno raccolto le testimonianze necessarie per le indagini. Il giovane è stato ascoltato anche con il supporto di uno psicologo. Al termine degli adempimenti è rientrato a casa insieme ai familiari, mentre proseguono le attività investigative per fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte di Adele Cobelli.