PRESSANO. Ancora una tragedia della strada ed una giovanissima vita spezzata. Adele Cobelli, 14 anni, è morta ieri, sabato 20 giugno, a Pressano travolta da un'auto, guidata da un diciottenne, mentre si allenava in bicicletta. Adele, che era una promessa della mountain bike, era appena partita da casa e aveva percorso solo due chilometri quando in una curva è stata centrata in pieno dall'auto che ha invaso la sua corsia di marcia. La ragazza è morta sul colpo. «È un dolore troppo grande. Serve tempo. Solo il tempo può aiutare a comprendere un dolore così». Il tempo di cui parla Ivano Cobelli, uno degli zii di Adele è quello che ora servirà ai familiari per realizzare quanto accaduto. Per metabolizzare, gestire. Superare non è un verbo contemplato, non può esserlo, per ora. Devastato dal dolore è anche Ivan Degasperi, il suo allenatore: «È sempre stata con noi aveva iniziato seguendo le orme di suo fratello Gioele. La seguivo tanto e poi siamo molto legati a tutta la famiglia. Devis, il papà, fa parte del nostro direttivo. Era una bravissima ragazza. Sono davvero demolito». Tutto sull’Adige in edicola
Travolta e uccisa da una bici, la famiglia di Adele Cobelli: “Un dolore troppo grande”
La 14enne era una promessa della mountain bike, era appena partita da casa e aveva percorso solo due chilometri quando in una curva è stata centrata in pieno dall'auto che ha invaso la sua corsia di marcia. La ragazza è morta sul colpo. Ivan Degasperi, il suo allenatore: «Sono davvero demolito»











