VENEZIA Era il 21 gennaio 2020, proprio nel giorno del suo ventunesimo compleanno, quando, a causa di un aneurisma ed emorragia cerebrale la vita di Alessia Cammozzo veniva stravolta per sempre. Da allora un intervento, il coma, il risveglio e una lunga riabilitazione. Oggi la giovane muranese è ricoverata in una rsa, residenza sanitaria assistita, in centro storico, dove è stata inserita a causa di dolorose dinamiche familiari. Lei, pur con lesioni cerebrali irreversibili, oggi è vigile, non parla, ma è curiosa, guarda la televisione, ascolta la musica. E soprattutto comunica, a chi le sta accanto, con gli occhi e con il cuore.
Riparte, anche al Lido, la mobilitazione per aiutare Alessia. L'obiettivo è quello di riportarla in un appartamento adeguato e idoneo alle sue esigenze, dopo un ricovero ospedaliero di sei anni, con la mamma Annalisa, e garantirle le cure e la fisioterapia di cui ha bisogno. Per questo attraverso la piattaforma online gofund.me è stata lanciata una nuova raccolta fondi con il titolo "Aiutatesi a riportare a casa Alessia da quel letto ospedaliero numero 4". Familiari ed amici chiedono che si possa trovare un appartamento in affitto, non a prezzi turistici, idoneo alle sue esigenze. Oltre alla raccolta fondi, per poter affrontare almeno le spese di due anni di affitto oltre alla cauzione, se qualcuno può segnalare la disponibilità di un appartamento, può contattare direttamente la famiglia e la mamma Annalisa. Ieri sera era già stata raggiunta la cifra di 10.771 euro. Vi hanno aderito amici, cittadini, ma anche esercizi commerciali. «SITUAZIONE PARADOSSALE» «La perizia medica - scrivono le amiche di famiglia Federica e Nicoletta Dal Zennaro - parla chiaro: Alessia può e deve tornare a casa. Abbiamo bussato a ogni porta istituzionale per ottenere un alloggio comunale - spiegano - ma dopo anni di silenzi l'unico modo per riportarla a casa è affittare un appartamento da un privato. E per farlo, oggi, abbiamo profondo bisogno di voi». In pieno Covid, nel 2020, una prima raccolta fondi per Alessia aveva già fruttato 193 mila euro 592 euro, merito di 4766 donazioni.«Grazie al cuore di oltre 4.700 donatori - proseguono Federica e Nicoletta - siamo riusciti a portarla a Innsbruck per interventi e riabilitazioni che in Italia, in pieno Covid, erano impossibili. Purtroppo, per via di dolorose dinamiche familiari e legali, Alessia è stata inserita in una rsa a Venezia, lontana dalla quotidianità di sua madre. Da allora siamo bloccate in un paradosso burocratico: le istituzioni non ci assegnano una casa perché Alessia risulta residente nella struttura e non con la mamma», si legge. «Affittare una casa da un privato e renderla idonea alle esigenze di Alessia ha costi elevatissimi - concludono - Quindi è stata aperta una nuova raccolta fondi per far fronte alle spese future. La famiglia sta cercando un’abitazione preferibilmente a Cavallino-Treporti per ragioni di accessibilità». Attualmente la mamma di Alessia non è rientrata tra gli assegnatari di un alloggio pubblico.








