Tappa napoletana per Max Hollein, direttore e amministratore delegato del Metropolitan Museum of art di New York, senza dubbio tra le figure più autorevoli del panorama museale internazionale. È in città da qualche giorno, insieme con la moglie Nina, per una full immersion nel grande patrimonio artistico e culturale partenopeo, solo un’ulteriore conferma dell’interesse crescente che Napoli continua a suscitare nel mondo della cultura globale. Passeggiando passeggiando - dal Mann alla Cappella del Tesoro - il direttore si è fermato al Rione Sanità con un obiettivo ben preciso: visitare l’Ipogeo dei Cristallini, sosta obbligata per chi ha voglia di scoprire il volto autentico di Napoli, lontano dai percorsi più tradizionali. È qui che Max Hollein ha incontrato un altro visitatore “illustre”, Steve McCurry, tra i più grandi fotografi contemporanei, in città per concludere un progetto con gli studenti dedicato alla scoperta della “luce e del linguaggio delle immagini”.
La visita Accompagnati dalla direttrice Alessandra Calise Martuscelli, e dallo staff dell’Ipogeo, l’incontro all’interno dell’antica tomba ellenistica si è rivelato una straordinaria occasione di dialogo tra i due sui temi dell’archeologia, della storia e soprattutto della memoria. «Hanno chiacchierato a lungo. - racconta la direttrice - Ho trovato molto interessante lo scambio di idee sulla raffigurazione di Dioniso e Arianna, protagonista di uno dei dipinti che l’Ipogeo custodisce». In realtà - spiega meglio Alessandra Calise Martuscelli - «si tratta di un tema iconografico che trova corrispondenza in un prezioso diadema conservato nelle collezioni del Metropolitan Museum. Un legame - conclude - che mette in relazione Napoli e New York attraverso una comune eredità culturale». Nel corso della visita la direttrice ha anche illustrato i principali progetti di ricerca, conservazione e accessibilità in corso all’Ipogeo dei Cristallini, sviluppati, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, per il Comune di Napoli. Tra questi, rari studi sulla policromia antica - con gli archeologi Vinzenz e Ulrike Brinkmann - le attività di documentazione digitale e conservazione, realizzate con Factum Foundation, e il nuovo percorso di visita dedicato alle persone con disabilità visiva, sviluppato grazie al contributo della Regione Campania. Uno solo l’obiettivo: rendere sempre più inclusiva la fruizione di uno dei più straordinari monumenti dell’ellenismo mediterraneo. «CantaNapoli e Unesco? La città sia protagonista»La visita di Hollein e McCurry si inserisce in un momento particolarmente favorevole per la città, che anche in questo fine settimana sta registrando un’affluenza turistica sostenuta, confermando un trend di crescita che negli ultimi anni ha trasformato Napoli in una delle mete culturali più richieste. Le strade del centro storico, i decumani, le piazze e il lungomare sono stati animati da migliaia di visitatori italiani e stranieri, attratti non soltanto dal patrimonio artistico ma anche dalla sua capacità di offrire un’esperienza culturale diffusa, nella quale archeologia, arte contemporanea, tradizioni popolari e gastronomia convivono in un equilibrio unico. La classifica Tra i pezzi d’arte e di storia più visitati restano in vetta il Museo Archeologico, considerato uno dei più importanti al mondo, il museo di Capodimonte, Palazzo Reale, il Maschio Angioino e Santa Chiara. In fila anche per il Duomo e - in modo particolare - la Cappella di San Gennaro, luoghi simbolo della storia religiosa e civile della città. Introvabili, se non con largo anticipo, i biglietti per la visita al Cristo Velato a Cappella Sansevero, una delle opere più ricercate dai visitatori internazionali, così come resta alta l’attenzione per Napoli Sotterranea e per i percorsi che conducono alla scoperta della città nascosta, tra acquedotti, rifugi e testimonianze stratificate di oltre duemila anni di storia. E la presenza qui a Napoli di personalità del calibro di Hollein e McCurry contribuisce ulteriormente ad accendere i riflettori internazionali su questo straordinario patrimonio: «Il segno - conclude la direttrice dell’Ipogeo dei Cristallini - di una città sempre più al centro delle grandi rotte culturali, capace di attrarre studiosi, artisti e protagonisti della scena mondiale. Una città che, forte di una storia millenaria, continua a raccontare il suo patrimonio come risorsa viva, contemporanea e universale».







