di
Enrico Parola
La cantante portoghese sarà in Italia per due appuntamenti, il 4 luglio al Ravenna Festival e il 5 all'Arena di Verona
Subito dopo Riccardo Muti (il 2) e Pat Metheny (il 3), Ravenna Festival corona la sua trinità musicale di inizio luglio con la regina del fado: il 4 la portoghese Dulce Pontes porterà in Italia il suo «35 Anos tour», antologia di brani storici come «O primeiro canto», recenti («Perfil») e melodie di Morricone. «In realtà sarebbero 38, ho iniziato col teatro musicale nel 1988» corregge sorridendo la cantante lusitana «Che cosa penso guardandomi indietro? Che ho fatto davvero poco e ho tantissima musica da esplorare. Proprio in questi giorni sto lavorando su “Caruso” di Lucio Dalla: vorrei riproporla a modo mio. E mi affascina sempre più la sfida con la classica: Bach, Debussy, Satie; però non brani vocali, bensì strumentali».
Non è la prima volta: l’aveva fatto con Morricone: «Nella colonna del film “Per le antiche scale” c’è un assolo splendido del flauto, una melodia che è pura musica classica: gli ho chiesto di poterla cantare, gli piacque». Non accadde lo stesso quando la portarono in tournée: «Una premessa: Ennio è stata la figura più importante nella mia vita musicale; mi ha insegnato l’equilibrio tra tecnica ed emozione, prima c’erano momenti dove la passione mi travolgeva, altre in cui ero più arida e mi rifugiavo nella tecnica, con lui l’unione è esplosa, A un certo punto della canzone mi lasciava improvvisare, io mi misi anche a ballare e dopo poco iniziò a muoversi anche il pubblico. Alla fine, mi bacchettò, dicendo che non era il caso, perché la musica era nostalgica. Io ribattei che il brano era in maggiore, lui ancora: “Ma accompagna una scena triste”. Replicai ancora, ma lui troncò: “La musica è mia”. “Va bene, sarò una statua” e ci mettemmo a ridere». Il giorno dopo andò diversamente: «Altro concerto, si arriva al punto, improvviso, il pubblico inizia a muoversi e io ferma; Ennio mi fissa, non mi muovo. Mi sorrise».











