Se il calendario astronomico sancisce il via ufficiale della stagione estiva, il solstizio coincide con l'apice di una potente ondata di calore che sta investendo l'Italia, determinando valori termici che si candideranno a rimanere tra i più elevati di tutta la stagione e che perdureranno per i prossimi 8-10 giorni. A governare il quadro meteorologico è una imponente rimonta anticiclonica subtropicale, supportata da una fortissima spinta di aria rovente proveniente direttamente dalle latitudini nordafricane. Questa massa d'aria compressa verso il basso provocherà una vera e propria impennata dei termometri, fino a 40 gradi, lasciando spazio solo a isolati disturbi temporaleschi a ridosso dei rilievi alpini e appenninici. Sotto la lente d'ingrandimento ci sono in particolare la Pianura Padana e le zone interne del Centro e della Sardegna, dove la calura si esprimerà alla sua massima potenza. Le anomalie termiche sono molto forti, con valori che si portano anche di 10°C oltre le medie tipiche di questo periodo dell'anno. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che questa domenica 21 giugno è caratterizzata da un caldo estremo e anomalo da Nord a Sud. In questo contesto di stabilità quasi assoluta, l'estrema energia termica in gioco e il ciclo diurno permetteranno l'innesco di qualche nota instabile, con rapidi break temporaleschi che colpiranno le aree alpine e i settori interni appenninici ma si tratta di fenomeni localizzati e di breve durata. Secondo dati europei e stime disponibili nel 2025 oltre 16.000 decessi sono stati associati alle temperature estreme nell'Unione Europea e l'Italia è risultata il Paese maggiormente colpito, con più di 4.500 vittime. Milano è stata la città europea con il numero più elevato di decessi attribuibili al caldo, oltre 1.100 nell'intera stagione estiva; in uno degli episodi più intensi, si sono stimati più di 300 decessi in appena dieci giorni. "Il caldo viene spesso definito un 'killer silenzioso' perché raramente provoca eventi drammatici e immediatamente visibili, ma determina un incremento significativo di ricoveri, scompensi e decessi che emergono dall'analisi epidemiologica. Per questo non possiamo permetterci né di sottovalutare né di normalizzare questi fenomeni. La risposta non è la paura, ma la prevenzione: informazione corretta, protezione delle persone più fragili, monitoraggio sanitario e misure di adattamento nelle città", commenta Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano.