di
Marta Serafini
Il consigliere di Putin: «Trump non rispetta gli impegni di Anchorage»
La guerra colpisce il cuore logistico della Crimea e lascia la penisola senza carburante per i civili. A confermare il nuovo attacco ucraino è stato lo stesso presidente Volodymyr Zelensky: «Sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione russa di Krasnodar e un deposito di petrolio a Kerch, nella Crimea temporaneamente occupata».
L’effetto più immediato si è visto ai distributori. Da ieri in Crimea è stata ordinata la sospensione totale della vendita di carburante ai civili. «Il carburante verrà fornito solo ai servizi statali che garantiscono le attività vitali e la sicurezza della Repubblica di Crimea», ha dichiarato ieri mattina in un videomessaggio Sergey Aksyonov, governatore della Crimea occupata nominato da Mosca. Secondo lo stesso Aksyonov, un attacco di droni ucraini nella zona di Kerch ha provocato quattro morti e ventotto feriti. La compagnia elettrica locale Krymenergo ha inoltre annunciato che parte della penisola di Kerch è rimasta senza corrente in seguito ai raid. Kiev colpisce da tempo infrastrutture militari russe nei territori occupati, ma anche impianti petroliferi e industriali che sostengono lo sforzo bellico del Cremlino. Nelle ultime settimane gli attacchi in Crimea si sono intensificati, nel tentativo di isolare la penisola dalla Russia continentale.










