Dormire all’interno di piccole cabine individuali delle dimensioni di un letto, potendo al massimo stare seduti e con lo spazio giusto per qualche effetto personale, è una soluzione di viaggio economica ma non per tutti. I “capsule hotel”, che offrono sistemazioni che a qualcuno potrebbero ricordare dei loculi, sono stati storicamente una caratteristica del Giappone, un paese in cui esperimenti bizzarri di questo tipo prendono facilmente piede, e in cui c’è terreno più fertile per soluzioni spartane e che altrove potrebbero apparire alienanti. Ma da un po’ di tempo se ne vedono anche altrove.

Nel 2025, per esempio, a Londra è stato aperto nella zona di Piccadilly il più grande albergo a capsule del mondo. L’ostello fa parte della catena di alberghi Zedwell: al suo interno ci sono mille capsule in cui far dormire gli ospiti e i prezzi per un posto letto partono da 30 sterline per notte. È un prezzo molto competitivo perché è abbastanza costoso dormire per qualche notte a Londra, soprattutto nelle zone centrali.

Dopo aver passato una notte allo Zedwell la giornalista del Times Cathy Adams lo ha definito il «Ryanair degli alberghi» perché ai clienti vengono forniti solo i servizi essenziali. La giornalista ha raccontato che l’albergo è quasi tutto automatizzato: si fa il check-in con un tablet, dopodiché una macchina consegna le chiavi che servono per sbloccare la cabina. Adams ha detto che nella sua palestra c’era più interazione umana che in quell’albergo.