I titoli di coda inizieranno a scorrere lunedì 22 giugno, dopo l’ora di pranzo. Perché nella canicola della Capitale il calcio italiano si ritroverà al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel per eleggere il suo nuovo presidente. A prevalere sarà uno tra Giovanni Malagò (Roma, 1959) e Giancarlo Abete (Roma, 1950), due dirigenti e politici con una certa familiarità con le cariche apicali.
Sarà un punto di svolta. Tanto a livello personale che collettivo. Perché sarà anche la fine (momentanea) di una rivalità che assomiglia più a una serie tv che a un film. Negli ultimi 13 anni, infatti, Malagò e Abete si sono scontrati spesso. Fino a rappresentare quasi due modi opposti di guardare al calcio e allo sport.
A quattro giorni dalle elezioni in Figc ora sappiamo che Malagò è eleggibile
LO SCONTRO SULLA GIUSTIZIA SPORTIVA
La disputa inizia nel lontano 2013. E c’è di mezzo un’altra elezione. Il 19 febbraio si vota per stabilire chi dovrà succedere a Gianni Petrucci alla guida del Coni. L’esito sembra già scritto. In 46 hanno giurato fedeltà a Lello Pagnozzi, delfino di Petrucci. Solo che in 11 cambiano idea. Il risultato è sorprendente. Malagò viene eletto con 40 voti. Cinque in più del rivale.











