di
Chiara Barison
La piscina del Lincoln Memorial di Washington è stata sottoposta a un imponente restauro per oltre 14 milioni di dollari. Trump accusa i vandali e promette: «La ripareremo rapidamente»
Le alghe, la copertura del fondale che si stacca, gli arresti. Il restauro della Reflecting Pool del Lincoln Memorial di Washington DC - tra i luoghi più iconici e visitati degli Stati Uniti - sta prendendo una piega inaspettata. Il presidente Trump non ha perso occasione per esprimere il proprio disappunto via Truth parlando di atti vandalici: «Diverse persone (circa 5 secondo quanto comunicato dalle autorità, ndr) sono state arrestate per aver vandalizzato la nostra magnifica Reflecting Pool […] Devono passare anni in prigione! I lavori per la sua sistemazione inizieranno immediatamente».
Tra gli arresti c’è anche l'ex atleta olimpico David Hearn, sorpreso dalle autorità mentre toccava un pezzo del rivestimento del fondale che, ormai staccatosi, galleggiava in superficie. L’atleta, che stava facendo un giro in bicicletta, ha negato ogni accusa, spiegando al Washington Post di «non aver vandalizzato nulla. Ho allungato la mano e sono riuscito ad afferrare l'estremità di quel pezzo galleggiante, quello che si stava già staccando. Era ancora attaccato alla parte inferiore della piscina. Non ho rimosso niente». Ha poi aggiunto: «Quando ho capito cosa stava succedendo, mi stavano ammanettando». Il Washington Post in proposito ha rivelato che l’uomo è stato trattenuto per almeno 5 ore in una struttura della polizia nel parco di Hains Point e dovrà comparire davanti alla Superior Court il 9 luglio con l’accusa di danneggiamento di proprietà pubblica.











