Un tratto di costa lungo appena due chilometri che racchiude un patrimonio straordinario di beni archeologici, paesaggistici, naturalistici e storico-culturali. Dalla laguna di Nora fino alla zona speciale di conservazione della foce del Rio Pula, comprendente anche la batteria antinave Corrado Boggio e l'Isola di San Macario, si concentra un insieme di emergenze territoriali che, rappresenta una realtà unica nel panorama regionale.
Partendo da questa consapevolezza, il Comune ha avviato il percorso che punta al riconoscimento del Parco archeologico di Nora come Parco regionale. Un progetto che mira a rafforzare la tutela, la conservazione e la valorizzazione integrata del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.
Il tema è stato al centro dell'incontro promosso dall'amministrazione comunale e ospitato nei giorni scorsi a Pula. Ad aprire i lavori è stato il sindaco Walter Cabasino, che ha illustrato le motivazioni alla base della candidatura. A seguire è intervenuta la Fondazione Fitzcarraldo, incaricata di accompagnare il Comune nel percorso tecnico e strategico necessario per arrivare alla presentazione della proposta. Il passaggio a Parco regionale, come spiega il primo cittadino, non comporterà nuovi vincoli: «La perimetrazione proposta interesserà esclusivamente aree già appartenenti al patrimonio pubblico e non comporterà ulteriori limitazioni rispetto a quelle già esistenti. L'obiettivo è quello di migliorare la gestione coordinata dei beni culturali, ambientali e identitari presenti nel territorio».







