Una mareggiata alla fine dell'Ottocento fece riscoprire il sito archeologico di Nora, nel comune di Pula, sulla costa sud occidentale della Sardegna a una trentina di chilometri da Cagliari.
Ora, un'altra mareggiata, provocata dal ciclone Harry, mette a rischio parte di quelle stesse rovine di fronte al mare, colpite dalla furia delle onde alte sino a sei metri.
La Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per il sud Sardegna ha già effettuato un sopralluogo per constatare i danni e nelle prossime ore redigerà una relazione dettagliata.
Dalle prime immagini che arrivano dall'area archeologica - una delle più importanti del Mediterraneo e che ospita la più antica città della Sardegna con le prime tracce risalenti al VII secolo a.C. - si vede che una parte delle vestigia è finita sott'acqua. Il compito degli archeologi sarà proprio quello di circoscrivere l'area danneggiata e verificare la possibilità di ripristino. La Regione e il Comune si sono già recati sul posto e sembrerebbe che la mareggiata abbia colpito l'area dove sorge il Santuario di Esculapio sulla punta meridionale dell'istmo.
La notizia di possibili danni dal sito archeologico - di origine fenicia ma nei secoli trasformato e ampliato con i cartaginesi prima e con i romani poi - è stata diffusa dalla prefetta di Cagliari Paola Dessì, durante il sopralluogo alla spiaggia del Poetto con il capo del Dipartimento di Protezione civile Fabio Ciciliano e la governatrice Alessandra Todde. "Non conosciamo ancora la portata di questi danni ma la Sovrintendenza ha già avviato gli accertamenti per gli eventuali possibili interventi", ha detto la rappresentante del governo a livello provinciale.








