“Mi pagano per non far niente. Il teatro è un gioco e io ho sempre giocato e gioco ancora”. Giancarlo Giannini si racconta. Al Teatro San Rocco di Seregno, per uno degli appuntamenti della Milanesiana diretta da Elisabetta Sgarbi (il fratello Vittorio è in collegamento streaming a seguire Giannini ndr), il celebre interprete di Pasqualino Settebellezze, oggi splendido, lucido e attivissimo 83enne, ha ripercorso le tappe della sua carriera d’attore, acciuffata quasi per caso quando invece da perito elettronico sarebbe dovuto finire a lavorare all’IBM. “Fui l’ultimo di 900 candidati (all’Accademia di arte drammatica Silvio D’Amico a Roma ndr), mi presero e mi diedero una borsa di studio da 40 mila lire. Mi impegnai molto e i docenti mi affidarono subito parti da protagonista. Ma cambiò tutto quando Beppe Menegatti mi diede la parte di Puck, in Sogno di una notte di mezza estate. Carla Fracci e Gian Maria Volonté mi spinsero e pensai: accidenti, mi pagano per non fare niente! Questo mestiere è un gioco. Recitare in francese si dice jouer, in inglese to play. Io ho sempre giocato e gioco ancora. Non a caso la mia autobiografia si intitola: Sono ancora un bambino”, ha spiegato Giannini. Poi ecco i no che pesano: quello a Spielberg per il ruolo di antagonista di Harrison Ford nei Predatori dell’arca perduta, a Francis Ford Coppola per Apocalypse Now.
“Il teatro? Mi pagano per non far niente. Una controfigura mi diede un calcio e mi ruppe il menisco. Ho scoperto io Julia Roberts, nessuno la voleva": le confessioni di Giancarlo Giannini - Il Fatto Quotidiano
A 83 anni Giancarlo Giannini svela i no pesanti, il menisco rotto da una controfigura e la scoperta di Julia Roberts.






