Napoli riaccende i riflettori sulla drammatica situazione in Palestina e in Libano. Nell’ex base militare Nato di Bagnoli centinaia di persone hanno partecipato alla quarta edizione di “Life for Gaza”, una giornata di mobilitazione tra dibattiti, concerti e spettacoli in sostegno delle comunità palestinesi di Gaza e della Cisgiordania. “Israele continua a bombardare e a uccidere – dice Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento europeo dal 2007 al 2009 – solo da quando è stata annunciata la tregua, una tregua che non c’è e che in realtà non esiste, sono state ammazzate più di 1500 persone. Il cibo – prosegue Morgantini – è bloccato ai varchi di ingresso, le persone non hanno acqua potabile né corrente elettrica e migliaia di cadaveri sono ancora sotto le macerie. L’occidente dovrebbe sanzionare il governo di Benjamin Netanyahu e sospendere l’accordo di associazione. Troppi soldi e troppe armi vanno ancora verso Israele”.

Anche il presidente della Comunità palestinese di Napoli Omar Sulaiman parla della complicità dei governi occidentali. “Lo sterminio di un popolo che avviene in diretta tv è la morte dell’umanità – dice Sulaiman – io sono in Italia da 50 anni, a scuola, all’università, in televisione mi hanno insegnato che l’Occidente sostiene il diritto alla vita, sostiene il diritto di vivere una vita degna di essere chiamata così, ma il genocidio di Gaza con la complicità di governi che continuano a fare affari con Israele ha fatto cadere questo velo di ipocrisia. Israele – conclude – non avrebbe potuto uccidere migliaia di palestinesi senza il supporto e il silenzio delle democrazie occidentali”.