Il feroce scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump non ha precedente nella storia dei rapporti Italia-Usa. La lite rischia di compromettere alcuni dossier economici e diplomatici. Dai dazi al gas, fino a Hormuz, sono diversi i fascicoli ancora aperti e su cui orasi temono ritorsioni.
L'ultimo capitolo dello scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump è stato più feroce e violento dei precedenti. Il presidente statunitense ha accusato la premier di voler tornare "sua amica" per risollevare i suoi consensi. Meloni ha contrattaccato, sottolineando che essere sua amica "non l'ha certo favorita" in termini di popolarità e invitandolo a preoccuparsi della sua. Uno scontro senza precedenti nella storia dei rapporti tra Roma e Washington e consumato pubblicamente sui social che ora rischia di compromettere alcuni dossier rimasti aperti. Dai dazi al gas sono diversi i fascicoli su cui ora si temono ritorsioni.
Nella sua risposta a Trump, Meloni ha chiarito che non intende andare oltre. "Non tornerò sull'argomento, perché credo ancora nell'unità dell'Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all'altezza del nostro compito", ha scritto. Resta il fatto che quello andato in scena ieri è l'ultimo atto di un divorzio cominciato due mesi fa, dopo gli attacchi di Donald a Papa Leone XIV e dopo la mancata autorizzazione di Palazzo Chigi all'uso della base Usa di Sigonella durante la guerra in Iran. "Non siamo più al livello di una conversazione con un giornalista che può essere fraintesa o meno. Il presidente si è espresso, il messaggio che ha pubblicato sul social è ora la linea ufficiale dell'amministrazione degli Stati Uniti. E al momento documenta una chiara rottura", ha certificato Paolo Zampolli, inviato speciale del governo americano per le Global Partnership, e amico personale del tycoon.












