I vertici della giustizia ecclesiastica in Calabria si rinnovano nel segno della continuità e del rigore pastorale. Nei locali del Tribunale ecclesiastico interdiocesano di appello si è svolta la cerimonia ufficiale di insediamento del nuovo vicario giudiziale, don Marcello Froiio, sacerdote dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, e del vicario giudiziale aggiunto, don Giuseppe Angotti, proveniente dalla Diocesi di Lamezia Terme. L’atto formale si è tenuto davanti a monsignor Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e moderatore dello stesso Tribunale, dinanzi al quale i due presbiteri hanno emesso la professione di fede e prestato il prescritto giuramento di fedeltà. Al solenne momento hanno preso parte anche monsignor Vincenzo Varone, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro di prima istanza, insieme ai notai della curia giudiziaria.

Il ruolo del diritto canonico tra rigore e misericordia

Nel corso del suo autorevole intervento, monsignor Maniago ha voluto tracciare le linee guida e il significato profondo che devono orientare l’alto ufficio dei nuovi magistrati ecclesiastici. Il presule ha ricordato come il servizio della giustizia ecclesiale non sia un mero esercizio burocratico, bensì una concreta espressione della cura pastorale della Chiesa verso quanti vivono situazioni matrimoniali complesse e spesso dolorose. L’arcivescovo ha quindi evidenziato che il diritto canonico trova il suo autentico significato solo se vissuto alla luce del Vangelo, unendo costantemente il necessario rigore giuridico alla superiore dimensione della misericordia e all’attenzione primaria verso le persone. Secondo il mandato dei moderatori, il Tribunale ecclesiastico è chiamato infatti a ricercare la verità ultima sui vincoli matrimoniali, accompagnando i fedeli con specifica competenza e carità evangelica, affinché possano vivere con piena consapevolezza la propria vocazione cristiana all’interno della comunità.