di

Marco Galluzzo

Dopo la seconda replica al presidente americano, Meloni ordine ai ministri di abbassare i toni

Per lei è finita qui. Ha dato ordine ai ministri di abbassare i toni. La grande diserzione annunciata alla cerimonia all’ambasciata americana per il 4 luglio, probabilmente non ci sarà. Le relazioni transatlantiche, un interscambio commerciale da quasi 100 miliardi di euro, gli interessi comuni su sicurezza e tutti i maggiori dossier geopolitici, devono fare premio sulle relazioni personali. C’è la preoccupazione che Trump possa fare ritorsioni? A Palazzo Chigi rispondono che «nessuno è in grado di prevedere nulla, magari sui prodotti alimentari, dal vino all’olio, qualcuno teme delle conseguenze, ma la presidente è convinta che alcune linee rosse non possono essere superate e lo ha ribadito».

Giorgia Meloni è rientrata a Roma dopo il G7, il Consiglio europeo e cinque giorni trascorsi all’estero, non è stata vista in ufficio a Palazzo Chigi, probabilmente si consegna al lavoro da casa e a contatti e riflessioni con il suo staff su un vicenda che ovviamente la amareggia ma sulla quale è assolutamente convinta di essere nel giusto, «per motivi di rispetto, di verità, di dignità della carica che ricopro». Considerazioni condivise con i collaboratori, con i quali ha anche apprezzato le risposte che sono arrivate da Schlein: «Si è comportata da persona delle istituzioni, come nel caso degli attacchi al Papa, anche ora la segretaria del Pd ha dimostrato una maturità politica che altri non hanno offerto», dicono ancora gli assistenti della premier.