HomeModenaCronacaCaso Salim, il testimone: "Ho cercato di bloccarlo lui provò a pugnalarmi"Chiarello sul dramma del 16 maggio in via Emilia: "Il suo sangue sulla mia giacca". L’esperto: "Possibile matrice islamica". Lo psichiatra: "Disagio seconde generazioni".Chiarello sul dramma del 16 maggio in via Emilia: "Il suo sangue sulla mia giacca". L’esperto: "Possibile matrice islamica". Lo psichiatra: "Disagio seconde generazioni".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"A un certo punto si ferma, alza la mano che impugnava il coltello, quel coltellaccio brutto, e sferra un fendente con tutta la sua forza". Drammatica testimonianza di Luigi Chiarello ieri all’incontro ’Attentato del 16 maggio, un mese dopo’ promosso alla Palazzina Pucci da ’Modena in ascolto’, il gruppo consiliare guidato da Andrea Mazzi, su quanto accaduto quel sabato di un mese fa, quando il 31enne Salim El Khoudri ha investito diversi pedoni nel cuore di Modena seminando panico e feriti. Tra i presenti in via Emilia anche Chiarello, tra i testimoni insieme a Emanuele Bertacchini, il primo a chiamare i soccorsi: "Quando me lo sono trovato davanti perdeva sangue dalla parte destra della testa", ha raccontato Chiarello. Mosso dall’istinto, ha tentato di fermarlo e solo un millimetrico passo indietro ha salvato la vita al testimone, che ha comunque avvertito un colpo sul braccio sinistro. "Ho visto che avevo del sangue sulla giacca. In quel momento ho pensato di essere stato ferito". Solo una volta rimasto in maglietta e constatato che il corpo era miracolosamente illeso, Chiarello ha scoperto lo squarcio nella fodera interna e ha capito che "quel sangue non era mio, era dell’attentatore".