HomePesaroCronacaErgastolano fa un’icona e la dona al PapaPermesso speciale per un detenuto forsempronese. Il carcerato va affermandosi come autore dell’antica arte. Grande emozioneL’incontro tra l’ergastolano e Papa Leone XIV. Il pontefice ha apprezzato l’operaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDal carcere di Fossombrone fino alle mani di Papa Leone XIV. Un’icona nata dietro le sbarre, nel laboratorio “Luce Dentro“, è stata consegnata mercoledì mattina in Vaticano durante l’udienza generale. A portarla al Pontefice c’erano Giorgio Magnanelli, presidente dell’associazione “Mondo a Quadretti“, il cappellano padre Desiré e suor Catherine. Ma soprattutto c’era il detenuto che l’ha realizzata: 66 anni, ergastolano, indicato solo con le iniziali D.M., autorizzato con un permesso speciale di 24 ore per uscire dal carcere e consegnare personalmente l’opera al Papa.

È questo il dettaglio che dà alla notizia il suo valore più forte. Perché quella foto in piazza San Pietro racconta il senso di un percorso cominciato dietro le sbarre: trasformare il tempo della pena in tempo di bellezza, responsabilità e riscatto. "Siamo partiti alle quattro del mattino – racconta Magnanelli –. Siamo andati a prenderlo in carcere e siamo arrivati a Roma per l’udienza. È stata una giornata faticosa, anche per il caldo feroce, ma di grandissima bellezza". L’occasione è nata nell’ambito dell’incontro con i cappellani delle carceri italiane. "Attraverso l’ispettore generale dei cappellani – spiega – abbiamo chiesto di avere un colloquio diretto con Papa Leone e di consegnargli una delle icone realizzate a Fossombrone. Ci è stato detto che si poteva fare, abbiamo presentato la domanda e l’autorizzazione è arrivata".