Prosegue a Chiusi il corso di georadar applicato all’archeologia. La seconda sessione si è svolta dal 16 al 18 giugno, coordinata da Lorenzo Lambiase della società Novatest. Il corso nasce da un accordo tra la Soprintendenza archeologica, la Direzione regionale dei musei, il Centro Cadmo dell’Università per Stranieri di Siena e il Comune di Chiusi, con la collaborazione del direttore del Museo Nazionale Etrusco Fabrizio Vallelonga e dell’archeologa Ada Salvi. Le lezioni teoriche si sono alternate a prove pratiche sul campo, soprattutto in piazza del Duomo e nella necropoli di Poggio Renzo. I partecipanti, ospitati nella foresteria del Collegio Paolozzi, hanno potuto immergersi nel territorio cittadino, un vero laboratorio grazie alla straordinaria stratificazione storica che parte dall’età etrusca. Dal 2023 è in corso un programma organico di ricerche non invasive che ha già permesso di indagare quasi 30.000 metri quadrati su aree di grande interesse archeologico, tra centro storico e località come Badiola. Nella primavera di tre anni fa, infatti, una prima campagna geofisica aveva già esplorato piazza del Duomo, l’Orto vescovile, il parco de I Forti, via Longobardi, Porta Lavinia e il chiostro di San Francesco. I risultati sono stati notevoli. A piazza del Duomo sono emerse tracce di muri antichi e la conferma della grande cisterna già nota. Nell’Orto vescovile i segnali hanno indicato possibili edifici monumentali, forse collegati al complesso che ha restituito la celebre testa di Augusto. Particolarmente significativa l’area del parco de I Forti, dove sono state rilevate fitte strutture regolari. I saggi di verifica del gennaio 2024 hanno poi portato alla luce fondazioni in blocchi di travertino, murature antiche, una possibile vasca e reperti