Una denuncia-querela è stata depositata alla Procura di Rimini dall’associazione romana ’Zampe che danno una Mano’ per il caso del labrador anziano ucciso a Bellaria e poi sepolto nel giardino di casa tra fine aprile e maggio. Un atto che si aggiunge al primo filone d’indagine nato dagli accertamenti delle guardie zoofile e dall’autopsia eseguita sul corpo dell’animale.

Al centro della vicenda c’è un sessantenne del posto indagato per uccisione di animali. Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti veterinari, il cane sarebbe stato colpito con estrema violenza alla testa, riportando fratture al cranio e alla mandibola. In un primo momento l’uomo avrebbe riferito che l’animale era morto di vecchiaia, prima che le verifiche portassero a un quadro diverso. Con la denuncia firmata dall’avvocata Giada Bernardi, presidente dell’associazione e fondatrice dello studio legale ’GiustiziAnimale’, viene chiesto alla magistratura di valutare anche le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa. Il labrador, secondo l’associazione, era anziano, fragile e incapace di sottrarsi alla violenza. Nell’atto vengono richiamate anche le condizioni in cui il cane sarebbe stato detenuto prima della morte e la condotta successiva del proprietario, che avrebbe occultato la carcassa e fornito dichiarazioni ritenute fuorvianti per il proseguio delle indagini. "Siamo di fronte a un atto di una violenza e di una vigliaccheria inaccettabili – afferma Bernardi – annunciando la volontà di costituirsi parte civile". Per l’ipotesi di uccisione di animali, nella forma base, il sessantenne rischia fino a tre anni di reclusione e una multa fino a 30mila euro.