HomeUmbriaCronacaVentottenne umbro salvato in mare. Ricerche nella notte a Marotta dopo le sue grida d’aiuto lanciate alle 4 di notteE’ stato trovato a 200 metri dalla costa. Intervento dei carabinieri e della Capitaneria. Il racconto del bagnino di 72 anni uscito con il mosconeUna motovedetta della Guardia Costiera (foto di repertorio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPesaro, 21 giugno 2026 – Nel buio della notte, a circa 200 metri dalla costa, ha trovato la forza di gridare “aiuto”. Una voce arrivata fino alla spiaggia, raccolta da chi era già sveglio all’alba e trasformata in una corsa contro il tempo. È finita bene la lunga notte di paura vissuta nello specchio d’acqua davanti alle coste di Marotta, dove un 28enne umbro è stato recuperato in stato di semicoscienza ma vivo dopo essere rimasto in mare per diverse ore. L’allarme è scattato ben prima dell’alba. Alla Capitaneria di porto di Pesaro sono arrivate due diverse segnalazioni, ma concordanti: dalla zona degli scogli nei pressi dei Bagni Riccardo si sentiva una persona chiedere aiuto.

Sul posto è intervenuta la motovedetta della Capitaneria, mentre venivano allertati anche i vigili del fuoco, arrivati con gommone e moto d’acqua. In zona anche i carabinieri, una pattuglia a terra dalla Capitaneria di Fano e il personale sanitario del 118. A sentire per primo quella voce affannata è stato Riccardo Donati, 72 anni, storico bagnino dei Bagni Riccardo di Marotta. Una vita passata tra spiaggia e mare. “Erano circa le 4, ero sul terrazzo che prendevo il caffè – racconta – e ho sentito qualcuno che chiamava aiuto. C’erano anche dei ragazzi in spiaggia: anche loro hanno sentito quella voce e hanno chiamato il 112”. Donati non è rimasto a guardare. È sceso in spiaggia ed è uscito in mare con il moscone. “Sono uscito per vedere se riuscivo a trovare qualcuno, ma non si vedeva nessuno. Anche un altro bagnino è uscito col moscone. In quell’orario noi siamo già lì, perché mettiamo a posto le spiagge. Abbiamo cercato, ma non abbiamo trovato nessuno”. La voce, racconta, era maschile. Arrivava dal mare, ma senza una direzione chiara. “Si sentiva solo “aiuto“. Gli rispondevi, cercavi di capire dove fosse, ma lui non rispondeva. Diceva solo “aiuto“. Poi a un certo punto non abbiamo sentito più niente”. Un silenzio pesantissimo. Le ricerche sono proseguite finché non sono arrivati i soccorsi. Solo dopo una serie di perlustrazioni la motovedetta ha individuato il giovane che sbracciava in acqua, ben oltre la linea degli scogli. È stato recuperato in stato di semicoscienza e affidato al 118, che lo ha trasportato all’ospedale di Fano. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe stato in mare già dall’una di notte. Restano da chiarire le ragioni, ma il quadro potrebbe essere legato anche a un momento di particolare fragilità personale. “Quando ho saputo che era vivo ho detto: finalmente – continua Donati –. L’abbiamo cercato dappertutto: io, l’altro bagnino, i carabinieri, tutti. È stata una notte intensa”.