Un look Paul Smith s-s 2027

«Ho la fortuna di avere un grande archivio con decine di migliaia di capi. Così sono tornato a riguardare le mie collezioni degli anni Novanta e dei primi Duemila, ed è da lì che sono ripartito». Parola di sir Paul Smith, che nel backstage all'ultimo piano del suo headquarter milanese di viale Umbria racconta la collezione mentre i modelli festeggiano la fine dello show.

In passerella sfilano silhouette asciutte e definite, dal gusto spiccatamente british. Le giacche doppiopetto giocano con l'illusione ottica e son, invece, a un petto solo con un solo bottone. I materiali sono a tratti upcycled, le vestibilità morbide ma sempre controllate. Spiccano i cappelli in pelle intrecciata, dal sapore vagamente settecentesco, e una serie di dettagli nascosti che testimoniano la cura quasi sartoriale del progetto, come le tasche evanescenti fissate all'interno con sottili nastri di tessuto.

«Per una volta sapevo che l’estate sarebbe stata molto calda e ho voluto rinunciare al colore», spiega ancora Paul Smith. Una scelta che si traduce in una palette dominata da sfumature polverose di grigio e tonalità attenuate, perfette per accompagnare un tailoring che resta il cuore della collezione senza mai apparire rigido o ingessato.