Reggio Emilia, 20 giugno 2026 – Come nei manicomi di un tempo. Come nelle carceri violente dei film, l’ha fatta inginocchiare per implorare pietà, usata come una bambola di pezza, frustata con un asciugamano arrotolato e obbligata ad una doccia ghiacciata per umiliarla, punirla, “raffreddarle i bollenti spiriti”.

L’incubo vissuto dalla vittima

È questa una delle immagini più dure dell’incubo che una donna di 39 anni avrebbe subito per oltre un anno nella convivenza con un 48enne di Campegine, nel Reggiano, ora sottoposto alla misura cautelare del divieto assoluto di avvicinamento, con braccialetto elettronico. L’uomo, denunciato dai carabinieri alla Procura di Reggio per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, avrebbe trasformato la convivenza in una prigione di botte, vessazioni, gelosia e controllo.

La donna, dopo una sofferta deposizione ai militari di Castelnovo Sotto, ha raccontato una quotidianità fatta di insulti, denigrazioni sull’aspetto fisico, pretese domestiche continue e umiliazioni.

L’uomo monitorava i suoi spostamenti attraverso il cellulare