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Patrizia Puliafito

Per difendersi parzialmente dall’inflazione con una strategia a breve termine (senza ricorrere a titoli di Stato pluriennali) i conti di deposito possono essere una soluzione: ecco come

In un contesto di forte incertezza, con la crescita economica in rallentamento, il carovita che ha ripreso a correre e i tassi fermi, gestire la liquidità diventa sempre più difficile. In aprile l’inflazione annuale in Italia è aumentata bruscamente al 2,7%, rispetto all’1,7% di marzo e appena sotto la stima preliminare del 2,8% ma con ipotesi di crescita fino al 3,2% entro l’anno, mentre il tasso Bce, per ora, è fermo al 2%. Difficile dunque difendere il risparmio, se non a patto di impegnarsi per tempi molto lunghi: ll Btp decennale, rende tra il 3,9% e il 3,95%, lordo, con un valore che al netto dell’imposta del 12,5%, varia indicativamente fra il 3,3% e il 3,4% a seconda dello specifico titolo e della sua quotazione sul mercato; il Btp valore con scadenza marzo 2032 rende il 3,3% lordo; il Btp a un anno il 2,6%.

Come muoversi per arginare l’inflazioneVolendo parcheggiare temporaneamente la liquidità, in attesa di capire l’evoluzione degli eventi per prendere decisioni d’investimento, la soluzione più interessante resta ancora il conto di deposito. Dove, già a partire dal vincolo a 12 mesi, si può ottenere un rendimento netto/annuo intorno al 2%. Certo si arriva a compensare l’inflazione solo in parte. Per questo motivo, in attesa di tempi migliori, conviene scegliere soluzioni di breve termine. Questo con il conto di deposito si può fare facilmente. I depositi a tempo consentono di scegliere la durata del vincolo che di solito va dai 3 ai 60 mesi, sapendo con certezza quanto si incasserà alla scadenza, senza sorprese, né rischi. E, se si teme di aver necessità dei soldi prima della scadenza, si può optare per le soluzioni svincolabili, accettando un rendimento leggermente inferiore, tenendo conto che i depositi a tempo non hanno costi di attivazione, né di gestione, né di chiusura.