| 20 Giugno 2026 14:02 |
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(Adnkronos) – La sovranità dell’intelligenza artificiale non riguarda solo i modelli, ma l’intera infrastruttura software che consente di controllare dati, calcolo e deployment. Bjorn Hovland, ceo di CIQ, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, collocando il tema dentro la competizione geopolitica sui modelli frontier.
CIQ lavora sul livello infrastrutturale sotto i modelli. La società è tra i principali sostenitori di Rocky Linux, una delle distribuzioni Linux più diffuse nei carichi di lavoro legati all’AI, e sviluppa prodotti ottimizzati per automazione e orchestrazione. L’obiettivo è consentire un controllo locale e sovrano dell’infrastruttura AI, indipendentemente dal fatto che questa si trovi in un data center proprietario o presso hyperscaler come Google e Aws.
Per Hovland, nei prossimi tre-cinque anni si vedrà una spinta molto forte verso il controllo locale dell’intelligenza artificiale. I modelli frontier restano nelle mani di pochi soggetti e possono essere condizionati da decisioni politiche o regolatorie. L’episodio legato a Mythos, con un’azione del governo statunitense che ne ha limitato l’accesso, viene indicato come esempio del rischio di dipendenza.








