di Andrea Pasinisabato 20 giugno 20263' di letturaCi sono uomini che attraversano la storia del calcio lasciando trofei, gol e fotografie da custodire negli album della memoria.

E poi ci sono uomini che lasciano qualcosa di ancora più grande.

Lasciano un’impronta nell’anima delle persone.

Evaristo Beccalossi apparteneva a questa rara categoria.

Era un campione vero, uno dei talenti più puri che il calcio italiano abbia mai conosciuto. Un numero dieci capace di accendere la fantasia dei tifosi, di inventare giocate impossibili, di trasformare una partita in uno spettacolo. Ma ridurre Evaristo al calcio sarebbe un errore enorme.