Esattamente cinquant'anni fa, per la prima volta, una partita di un grande torneo di calcio venne decisa ai rigori. Nella finale dell'Europeo 1976 la Germania Ovest e la Cecoslovacchia non riuscirono a superarsi: tempi regolamentari e supplementari finirono 2-2.
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La partita, e con essa il titolo europeo, fu decisa con i calci di rigore, una procedura che oggi è la norma ma che allora rappresentava una novità. In precedenza, dopo incontri di questo tipo si ricorreva a una ripetizione della gara oppure al sorteggio: un esempio classico è la fase finale a quattro dell'Europeo disputato otto anni prima.
Agli Europei del 1968 in Italia, la semifinale Italia–Unione Sovietica si chiuse sullo 0-0. Dopo i supplementari, a decidere chi sarebbe andato in finale fu il lancio della monetina, che premiò gli azzurri. Neppure la finale fu semplice: al punto che il titolo si assegnò solo due giorni dopo il primo fischio d'inizio.
L'Italia pareggiò 1-1 con la Jugoslavia, o meglio, la partita non si concluse davvero, perché la finale venne rigiocata due giorni più tardi. Nella ripetizione gli azzurri furono nettamente superiori, vinsero 2-0 e si laurearono campioni d'Europa.













