Sono sul piede di guerra le associazioni che assistono i residenti di Sestri Ponente per il risarcimento dei danni causati dal cantiere del ribaltamento a mare di Fincantieri.
"Dopo mesi di incontri, bozze di protocollo e impegni assunti al tavolo - sottolineano Assoutenti Liguria, Adoc Genova e Liguria, Assoutenti Genova e Federazione Ligure Confedilizia - l'Autorità di sistema portuale nella persona del suo presidente Matteo Paroli, ha scelto di fare marcia indietro, rimangiandosi quanto concordato e scaricando la responsabilità della rottura sulle associazioni che rappresentano i danneggiati". Una scelta, continuano, "che ha dell'incredibile: l'Autorità Portuale, anziché onorare gli accordi raggiunti, ha preferito inviare una lettera in cui ribalta i fatti, attacca il comportamento delle associazioni e lancia velate minacce processuali. Peccato che la storia, i documenti e i verbali del tavolo di conciliazione raccontino tutt'altro".
"Oggi siamo costretti ad avviare le mediazioni, e se necessario andremo in tribunale. Il paradosso - spiega Furio Truzzi, presidente di Assoutenti Liguria - è che quella strada costerà alla collettività molto di più dei 300 mila euro messi a disposizione dall'appaltatore decuplicandosi in oltre tre milioni di denaro pubblico". Anche Assoutenti punta il dito: "E' mancanza di rispetto verso i cittadini. Quegli abitanti hanno sopportato mesi di disagi, polvere, rumore, disagio quotidiano fidandosi delle istituzioni". Per il presidente della Federazione ligure Confedilizia, Paolo Prato, "quello che è accaduto è inaccettabile. Intanto per il primo luglio è stata convocata una assemblea pubblica durante la quale verranno illustrati i passi intrapresi, le procedure di mediazione avviate e le prospettive del ricorso in sede giudiziaria.









