| 20 Giugno 2026 12:02 |

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(Adnkronos) – “In Italia, ogni anno, si stimano circa 5.000 nuovi casi di sarcoma, tumori rari caratterizzati da estrema eterogeneità, con almeno 100 varianti istologiche. Ma, oggi, per questi pazienti sono disponibili solo circa 20 farmaci. Una condizione fortemente penalizzante e discriminatoria, che richiede una modifica sostanziale delle regole di accesso alle nuove terapie nei tumori rari. L’opportunità, a livello europeo, è aperta dalla ‘New Pharma Legislation’, la più grande revisione delle regole sui farmaci in Europa degli ultimi 20 anni, che consentirà anche all’accademia di chiedere all’agenzia regolatoria europea (Ema) l’approvazione di nuove terapie, in base ai risultati di studi non sponsorizzati dalle aziende farmaceutiche. La legge europea, entro i prossimi 2 anni, dovrà essere implementata e recepita nei singoli Stati membri. Per questo l’Italian Sarcoma Group (Isg), che riunisce clinici e pazienti, chiede un confronto con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per definire gli strumenti necessari per allineare la norma italiana a quella europea. Un tavolo di lavoro necessario anche per ampliare i modelli, già disponibili nel nostro Paese, per favorire l’accesso ai farmaci per i pazienti colpiti da tumori rari”. La richiesta arriva dagli esperti riuniti al convegno ‘Italian Sarcoma Group incontra Aifa’, che si svolge oggi a Milano alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori.”I sarcomi possono colpire persone di ogni età, dal neonato all’anziano – afferma Silvia Stacchiotti, presidente dell’Italian Sarcoma Group e oncologa dell’Oncologia medica 2, tumori mesenchimali dell’adulto e tumori rari all’Int di Milano – Circa la metà dei pazienti guarisce. La carenza di trattamenti è determinata soprattutto dalla mancanza di un percorso regolatorio specifico, che renda questi farmaci disponibili. Da una parte, a causa della rarità della malattia è difficile condurre studi con le caratteristiche richieste per le neoplasie frequenti, dall’altra vi è lo scarso interesse delle aziende farmaceutiche in queste aree terapeutiche. Da qui le pochissime molecole a oggi disponibili. Infatti, per ottenere l’approvazione europea dei farmaci da parte di Ema, sono necessari studi sponsorizzati da aziende farmaceutiche, quindi profit. Questo sistema regolatorio è particolarmente penalizzante per i pazienti con malattie rare, come i sarcomi”.