L’annuncio che la città di Foggia ospiterà un festival lirico intitolato alla memoria del compositore Umberto Giordano ha sollevato numerose critiche, data la complicata situazione della città dal punto di vista della criminalità e della insufficienza di servizi. I più critici fanno notare le cifre spese da amministrazioni pubbliche, anche se il festival è, una volta tanto, anche finanziato da privati.

La proliferazione di festival ed eventi finanziati dal settore pubblico nella nostra regione è oggettivamente uno dei tratti più discutibili dell’uso in particolare delle risorse delle politiche di coesione. Sotto il marchio della attrazione turistica sono passati innumerevoli progetti privi di senso e di collocazione culturale nel contesto.

Tuttavia, va detto che le critiche all’evento foggiano sono, proprio da questo punto di vista, completamente fuori luogo. Mentre, infatti, festival di vario tipo riflettono spesso la passione individuale di questo o quell’assessore, oppure eventi non culturali, il legame di Foggia con l’arte musicale (in particolare classica) ha radici profondissime, e in una qualche maniera il suo declino riflette proprio il declino della città e la sua incapacità di investire nei suoi punti di forza. Non è un caso che l’unica personalità di spessore nazionale in campo culturale che la città abbia prodotto sia un celebre musicista, Umberto Giordano. A poco vale ricordare i rapporti talvolta tempestosi tra la ignorante classe borghese della città e il grande compositore per svalutarne l’appartenenza, visto che la Città gli ha intitolato una delle sue istituzioni più importanti, il Conservatorio, nel 1914 (Giordano aveva solo 50 anni).