Saranno cinquanta minuti intensi per l’intera diocesi di Lodi, quelli vissuti oggi in quella che è la seconda e ultima tappa del breve viaggio in terra lombarda di papa Leone XIV. «Lo avevo invitato nel giugno 2025 in occasione del primo incontro che da Papa ha avuto con i vescovi italiani», ricorda il vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti, mentre alla vigilia è impegnato negli ultimi aspetti organizzativi. Ed era tornato a farlo durante il pellegrinaggio diocesano nel Giubileo 2025. «Gli ho sottolineato che l’invito arrivava anche da una sua concittadina, madre Francesca Cabrini che è morta a Chicago, la città natale di Robert Francis Prevost. Del resto nella Lettera agli Efesini si dice che siamo “concittadini dei santi e familiari di Dio”». Un invito intenso e caloroso e chissà se anche madre Cabrini in qualche modo abbia “aiutato” il Papa ad accettare di compiere questa visita, dopo l’omaggio nella vicina Pavia a sant’Agostino, ispiratore della sua famiglia religiosa. E così proprio a Sant’Angelo Lodigiano, Leone XIV potrà raccogliersi in preghiera davanti alla reliquia del cuore di santa Cabrini («Che giungerà pellegrina da Codogno dove è custodita e dove sorge la Casa madre delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù famiglia religiosa fondata dalla santa», precisa il vescovo) nella parrocchia dei santi Antonio Abate e Francesca Cabrini a Sant’Angelo Lodigiano, dove atterrerà alle 18.55 nello stadio comunale “Carlo Chiesa”, e dove «sarà accolto anche da 2.500 ragazzi e giovani dei grest diocesani, che canteranno l’inno di quest’anno che ha come slogan “Bella Fra”. «E con quelle tre lettere - Fra - ci rivolgiamo a san Francesco d’Assisi, a santa Francesca Cabrini e, perché no, a Robert Francis Prevost» dice Malvestiti, ricordando che la diocesi in questi mesi di attesa ha compiuto un percorso di avvicinamento all’evento di questo pomeriggio, con momenti di preghiera e di riflessione. «Ci siamo preparati al meglio per vivere la visita del Papa, coinvolgendo tutti i luoghi legati alla figura di madre Cabrini che qui nacque il 15 luglio 1850, e dove esiste ancora la casa natale». Un percorso che ha coinvolto anche la Casa madre della famiglia religiosa fondata dalla santa e la stessa congregazione femminile.E proprio all’opera e alla missione di questa religiosa si legherà l’intera visita di Leone XIV. «Penso che la sua figura sia quanto mai attuale. Voleva andare in missione e pensava di recarsi in Asia, ma fu Leone XIII a inviarla nelle Americhe. E lei, migrante in una terra straniera, seppe aiutare gli altri immigrati a integrarsi e li soccorse per dare loro un’istruzione e una vita dignitosa», sottolinea il pastore di Lodi, che in parrocchia rivolgerà il suo saluto al Papa. «Lei immigrata, aiuto per gli altri immigrati, ottenne la cittadinanza americana, tanto di diventare la prima santa statunitense, pur essendo nata qui in terra lombarda», ricorda Malvestiti, in un tempo «nel quale accoglienza e integrazione appaiono sempre più complesse. Lo ha ricordato lo stesso Leone XIV nella sua recente tappa a Tenerife durante il viaggio in Spagna, riferendosi all’accoglienza dei migranti, quando ha detto che la dignità umana non ha confini. Madre Cabrini lo ha dimostrato con la sua vita spirituale davanti al Santissimo e le sue opere concrete. Già, perché penso che si offenda Madre Cabrini se non riconoscessimo che la sua carità sociale, fatta di ospedali e scuole, è fortemente radicata nell’adorazione del Santissimo».Dunque accoglienza e integrazione saranno i fili rossi di questa brevissima visita papale, ma che vede mobilitata «l’intera diocesi con i suoi 300mila abitanti, i suoi 72 Comuni, e le sue 123 parrocchie. Una realtà nella quale la presenza di popolazione straniera arriva al 12%. Nella sola Sant’Angelo Lodigiano, ad esempio, su 13.500 abitanti, tremila sono stranieri. «Come Chiesa siamo da tempo chiamati a guardare a questa realtà multietnica e abbiamo cercato di farlo con il XIV Sinodo diocesano conclusosi nel 2022 sul tema “Terra, persone, cose: il Vangelo per tutti”, perché non possiamo non riflettere», racconta Malvestiti.Ma oggi la visita del Papa sarà «principalmente una grande festa alla quale invitiamo tutti, perché lo possano accogliere, salutare e vedere» si augura il pastore di Lodi. Migliaia di persone sono attese lungo gli ottocento metri che separano lo stadio calcistico, dove atterrerà (e da dove ripartirà per Roma alle 19.45), e la parrocchia in cui sosterà in preghiera e dove Leone XIV terrà anche un breve discorso. «Ci aspettiamo dal Papa di essere confermati nella fede, di ascoltare da lui parole che ci spingano a un risveglio missionario da parte di tutti, di ricevere un forte impulso a sviluppare la solidarietà, proprio sulle orme di santa Cabrini, che, come Gesù nell’episodio evangelico della barca per calmare la tempesta, seppe dire “taci, fermati” contro chi sfruttava anche allora i migranti». Parole che vanno ripetute con forza ancora oggi, auspica il vescovo di Lodi. Intanto la Chiesa lodigiana ha messo in campo qualche opera per condividere questo “taci, fermati”, con una nuova sede della mensa diocesana creata nell’Anno Santo della Misericordia del 2016 in un’ala del Seminario, e la “Casa san Giuseppe” che offre trenta posti ai senza dimora. «Una iniziativa – spiega Malvestiti –, alla quale proprio in questi giorni si affianca una analoga iniziativa del Comune di Lodi, con altri posti letto in una nuova casa di ospitalità». Piccoli gesti, sulle orme di santa Francesca Cabrini, segno di un legame mai interrotto, conclude il vescovo di Lodi.
Patrona degli emigrati, maestra di integrazione: il Papa rende omaggio a santa Cabrini
Stasera il Papa sarà nel paese natale della patrona dei migranti. La religiosa missionaria è nata a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850 ed è morta a Chicago
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