I browser AI si stanno trasformando da semplici strumenti di navigazione a veri agenti software capaci di leggere pagine web, compilare moduli, confrontare prezzi e sintetizzare grandi quantità di informazioni.

Il 2025 ha portato i primi prodotti maturi di questa categoria; il 2026 segna una fase di consolidamento in cui emergono differenze sempre più evidenti tra approcci, funzionalità e modelli di sicurezza. Un’analisi di TechTimes mette a confronto tre protagonisti del settore: ChatGPT Atlas di OpenAI, Comet di Perplexity e Dia di The Browser Company, poi acquisita da Atlassian.

Al centro del confronto non ci sono solo le prestazioni, ma soprattutto i rischi legati a una tecnologia che sta ridefinendo il concetto stesso di browser.

I rischi strutturali dei browser agentici

Per oltre trent’anni la sicurezza del web si è basata sulla same-origin policy, il meccanismo che impedisce a un sito di accedere ai dati di un altro dominio. I browser agentici non violano questa regola: la aggirano attraverso il consenso dell’utente.