Perplexity ha lanciato ufficialmente Comet, il suo browser AI per navigare e cercare sul web che sfrutta le soluzioni di intelligenza artificiale proprietaria. Disponibile da subito per chi ha sottoscritto il piano di abbonamento superiore da 200 dollari al mese, il nuovo progetto cerca un posto al sole in un settore che da anni è ormai dominato da realtà ben consolidate a partire da Chrome per quanto riguarda i software per la navigazione sul web e Google Search per la ricerca.Come funziona CometCome si può percepire distintamente già dal video di presentazione (vedi sotto), l'obiettivo di Comet è quello di fornire un ambiente senza confini netti, in cui l'interazione con l'AI è continua, rapida e naturale. Invece che navigare e cercare a compartimenti stagni da una web app a un portale, da un social alla casella di posta elettronica fino alle mappe, con Comet tutto è trasversale e connesso per saltare da uno spazio all'altro presi per mano dall'assistente smart chiamato Comet Assistant che è un agente AI sempre presente e richiamabile.Definirlo un semplice browser è limitativo, perché integra anche il chatbot richiamabile ovunque, per esempio per spiegare in termini semplici il contenuto di una chat di gruppo oppure per partire da una ricerca su un itinerario per approfondire un determinato concetto o ancora per generare testo o materiale specifico in risposta a una mail. Inoltre, può organizzare le varie tab aperte.Comet cerca di anticipare le esigenze dell'utente, per fornire sempre la giusta sponda al giusto momento. Ci riuscirà? I video d'esempio sono molto interessanti, l'approccio mette assieme quanto già visto con i vari chatbot AI con i nuovi motori di ricerca tipo quello integrato in ChatGPT di OpenAI.Una lunga lista di permessi richiestiAl momento, gli utenti che hanno sottoscritto il piano più costoso di Perplexity, quello da 200 dollari al mese, possono provare la nuova funzione. La concorrenza è agguerrita, perché a fianco dei browser tradizionali come Chrome (peraltro già profondamente interessato dall'integrazione di funzioni AI) ci sono progetti simili come Dia di The Browser Company lanciato lo scorso giugno. La sfida più grande sarà quella del grande pubblico, ma anche fare i conti con la privacy e la sicurezza. Dato che l'agente AI dell'assistente deve vedere e comprendere ciò che l'utente sta guardando e facendo al pc, c'è un'inevitabile lunghissima lista di permessi che bisogna concedere a queste soluzioni per poter aprire le porte ai portali e servizi online personali.La risposta di OpenAIOpenAI non sta certo rimanendo con le mani in mano. Come riporta Reuters basandosi su fonti affidabili, il colosso guidato da Sam Altman sta lavorando a un browser AI che funziona sostanzialmente in modo del tutto simile a Comet di Perplexity. Il fulcro è l'integrazione dell'agente Operator che può entrare in azione in modo costante e trasversale all'interno del software per la navigazione web, così da rispondere a richieste, generare testo o riassunti, effettuare operazioni e azioni dalle prenotazioni di hotel o ristoranti fino all'organizzazione di tab e appuntamenti in calendario.