Sconto di pena per Saleem Masih, il 33enne, giudicato con rito abbreviato, accusato di aver ucciso Giuseppe Sestito e di Vincenzo Marino, con l’aggravante dell’uso di armi improprie e di lesioni personali nei confronti di Giorgetta Arcuri alla Valle dei Mulini. Quest’ultima sarebbe stata colpita dal manico di una zappa, mentre cercava di schermare uno dei due uomini dalla furia omicida del pakistano quel maledetto 9 settembre del 2021 alla Valle dei Mulini a Catanzaro, che le è costato un trauma contusivo all’avambraccio destro e alla spalla destra. La Corte di Assise e appello chiamata a pronunciarsi nuovamente dopo che la quinta sezione della Corte di cassazione aveva accolto il ricorso dell’avvocato difensore di Masih, Vincenzo Savaro, annullando la sentenza dei giudici di secondo grado, ha condannato l’imputato a 13 anni e sei mesi in luogo dei 14 anni inflitti dai giudici di appello in diversa composizione.
Le fasi processuali
La Corte di assise appello di Catanzaro, presidente Antonio Battaglia, infatti, era già stata chiamata a pronunciarsi dopo un primo annullamento con rinvio della Cassazione, riformando il verdetto emesso dai giudici di secondo grado, infliggendo all’imputato 14 anni di reclusione, in luogo di 18 anni e 8 mesi di reclusione, mentre il gup aveva sentenziato la pena più alta a 20 anni. I giudici della corte, avevano anche accolto la richiesta del difensore l’avvocato Enzo Savaro, rinnovando l’istruttoria dibattimentale, durante la quale era stato dato mandato al perito Rossi di effettuare una consulenza tecnica sulla capacità di intendere e di voler dell’imputato al momento del fatto ed all’esito della sua acquisizione e della discussione delle parti ha disposto la riduzione della pena, riconoscendo la parziale infermità mentale del 31enne. Poi un nuovo annullamento con rinvio disposto dai giudici di Piazza Cavour, rispedendo gli atti a Catanzaro per un nuovo processo di appello per la determinazione della pena. Secondo le ipotesi accusatorie il pakistano, avrebbe colpito ripetutamente con una zappa i due uomini, compiendo atti diretti a provocarne la morte.












