Tornando a casa dal lavoro qualche mese fa con la corriera 433 ho assistito a un’aggressione commessa nei confronti di un autista: l’uomo voleva che l’autobus si fermasse per prendere una coincidenza. Il conducente gli ha indicato un’altra corriera: l’individuo allora lo ha colpito con un pugno, facendogli cadere anche gli occhiali. Ho chiamato le forze dell’ordine, ma purtroppo l’aggressore si era già dileguato.

Luca Mangiafico

Risponde Beppe Boni

Le aggressioni verbali e fisiche agli autisti di bus, corriere e treni sono purtroppo un male non troppo oscuro ma evidente e in continua crescita. I controlli si sono moltiplicati tra telecamere e addetti alla sicurezza, ma il problema esiste ed è serio. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa, in pieno centro a Bologna. Un passeggero che protestava ha ingaggiato una colluttazione con un conducente arrivando perfino a staccargli un pezzo di orecchio. Vi sembra normale? Proprio no. Le telecamere hanno ripreso tutto. Un passeggero è entrato dalla porta posteriore e ha subito ingaggiato una forte discussione con l’autista, il quale dopo qualche minuto pare si sia alzato dal posto di guida e lo abbia spintonato. Da lì è nata la rissa che per l’operatore del bus ha avuto le conseguenze più spiacevoli, mentre l’altro è fuggito. Al di là di chi può avere ragione o torto, la sicurezza degli autisti e spesso dei passeggeri è messa a dura prova. Tre giorni fa a San Lazzaro una ragazza ha dovuto far intervenire la polizia perché un egiziano fuori di testa compiva atti osceni davanti a lei. Dopo l’episodio dell’orecchio i dipendenti di Tper hanno indetto uno sciopero (molto partecipato) per chiedere più sicurezza. Tra le altre cose è stata fatta la proposta di chiudere e rendere inaccessibile il posto di guida. Buona idea, resta però da riflettere su come garantire anche gli utenti.